Mai stati così felici, recensione di un esordio di successo

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L’esordio letterario di Claire Lombardo ha conquistato i lettori di mezzo mondo, le recensioni della critica ed è entrato diritto nella Longlist del Women’s Prize for fiction 2020 (vinto poi da Maggie O’Farrell con il libro Hamnet edito in Italia da Guanda). Non credo che alla Lombardo importi molto di non essersi portata a casa il prestigioso riconoscimento letterario, credo che la sua grande vittoria l’abbia ottenuta con il successo internazionale del romanzo e con la vendita dei diritti cinematografici. Eh, già.

Ed è subito serie tv

Forse per cercare di bissare il successo di This is us, una serie tv straordinaria nel raccontare drammi e felicità di una famiglia normale, più di un produttore deve essersi ingolosito leggendo le storie della famiglia Sorenson. Un po’ come è successo con un altro libro best seller, il secondo romanzo di Sally Rooney, vedremo presto in tv anche la prima fatica di Claire Lombardo.

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Veniamo alla recensione di Mai stati così felici

Ve lo consiglio? Dipende. Io ho deciso di ascoltarlo, anziché leggerlo. E sono convinta di avere scelto bene. Leggendolo forse avrei accusato una certa stanchezza, mentre ascoltarlo durante le incombenze più noiose della giornata si è rivelato piacevole. Le pagine sono tante ma la narrazione è fluida, semplice anche nel rappresentare in modo molto realistico i personaggi che muovono le vicende di questa saga familiare contemporanea. Le descrizioni precise dei protagonisti del romanzo, di come parlano e si muovono impediscono di confondere i personaggi, rischio che si potrebbe correre inizialmente quando la narrazione salta da un personaggio all’altro.

Vi presento i Sorenson

Bisogna conoscerli questi Sorenson per potersene fare un’idea precisa, proprio come accade quando si mette piede per la prima volta in casa di sconosciuti. Ma, archiviate le presentazioni, si scivola subito nel loro mondo divertente. Spicca la figlia maggiore Wendy, probabilmente il personaggio preferito dall’autrice, una donna con un sarcasmo tagliente e un cinismo spiazzante, che ovviamente riserva sorprese e un buon cuore nascosto.

Quando entra in scena il Jonah, le vicende familiari acquistano più brio, perché l’adolescente orfano/ritrovato crea scompiglio con la sua sola presenza. C’è poi Violet, la secondogenita, figlia perfetta che ripercorre le orme della madre (rimasta incinta giovanissima, ha rinunciato alla laurea per occuparsi delle quattro figlie) forse non con lo stesso successo. E poi ci sono le ultime due, meno protagoniste ma sempre cariche di problemi che si ripercuotono inevitabilmente su tutta il clan Sorensen. I mariti delle figlie? Se non tagliano la corda si candidano alla santità o a un percorso di purificazione karmica!

“Se questa famiglia gli aveva insegnato qualcosa era che le persone avrebbero potuto arrabbiarsi ma si sarebbero sempre riconciliate”.

Mai stati così felici

Forse quel che manca un po’ è…

Il problema vero? Non c’è alcun collegamento con i mondo esterno, la famiglia Sorenson sembra vivere in una bolla, sono del tutto inconsapevoli di ciò che li circonda e dei cambiamenti epocali che avvengono nel mondo. E questo, alla lunga stanca. A me personalmente è mancata molto la contestualizzazione spaziotemporale. Tutto il romanzo ruota attorno alle vicende dei personaggi, alle loro reazioni emotive e a come si relazionano tra loro. La competitività tra le sorelle è la forza trainante del romanzo sopra le quali aleggia, comprensivo e protettivo, l’amore imperfetto della coppia perfetta: i genitori. Un’immagine che riassume bene il vero messaggio di questo romanzo: sottolineare la dualità tra amore e dolore nelle relazioni familiari. La dimostrazione che ciò che tiene unite le persone può anche allontanarle perché dopotutto è più facile ferire proprio chi si ama.

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  • Mai stati così felici di Claire Lombardo,
  • 700 pag.
  • Edizione: Libri Bompiani

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